cartello SOCCORSI D’URGENZA da prestarsi ai colpiti da corrente elettrica
SOCCORSI D’URGENZA da prestarsi ai colpiti da corrente elettrica PRIMI PROVVEDIMENTI Quando una persona è rimasta colpita da corrente elettrica intervenire immediatamente nei modi sottoindicati e mandare subito a chiamare il medico: A) QUANDO LA TENSIONE È INFERIORE A 400 – 600 volt: 1 – Se l’infortunato è ancora a contatto con le parti sotto tensione, togliere la tensione aprendo gli interruttori. Qualora, invece, per togliere la tensione, occorra aprire sezionatori e asportare valvole sotto carico, poiché ciò comporta il pericolo di sfiammate, archi, proiezioni di metallo incandescente, la manovra deve essere effettuata a distanza, usando opportuni mezzi isolanti. Qualora, non potendo fare altrimenti, per togliere la tensione sia necessario troncare i conduttori, occorre adoperare attrezzi isolanti, a manico lungo. 2 – Se non si può togliere prontamente la tensione, allontanare dall’infortunato, con un solo movimento rapido e deciso i conduttori o le parti sotto tensione. Questa manovra non deve assolutamente essere eseguita con le mani ma mediante bastoni, pertiche, scale di legno secco, ecc. Inoltre, chi la esegue deve essersi isolato dal suolo mediante legno secco, panni asciutti, scarpe di gomma, ecc., evitando il contatto con qualsiasi oggetto circostante, specie se metallico. 3 – Se non è possibile togliere prontamente la tensione né allontanare dall’infortunato i conduttori o le parti sotto tensione, strappare l’infortunato dal contatto, adottando le precauzioni di cui sopra. Se è necessario, afferrare l’infortunato con le mani, dopo averle isolate con parecchi strati di stoffa asciutta o con guanti di gomma, oppure levandosi la giacca e infilando le mani nelle maniche, ripiegandone le estremità in modo da formare un grosso spessore di stoffa. Afferrare l’infortunato solo per gli abiti (evitando le parti umide, per esempio, quelle sotto le ascelle) e allontanarlo dal contatto con movimento rapido e deciso, impiegando, possibilmente, una sola mano. Se l’infortunato è attaccato alle parti sotto tensione con entrambe le mani, e più facile staccarne prima l’una e poi l’altra. Se l’infortunato è percorso da corrente di scarica verso terra, prima isolarlo da terra e poi dalle parti sotto tensione. B) QUANDO LA TENSIONE È SUPERIORE A 400 – 600 volt: È assolutamente necessario togliere la tensione, agendo sulle relative apparecchiature. Tale manovra deve essere eseguita da persone competenti. Solo in casi eccezionali, se è proprio impossibile togliere immediatamente la tensione, e solo se questa non supera qualche migliaio di volt, si possono eseguire gli altri soccorsi di cui alla lettera A ma aumentando convenientemente le misure precauzionali e, in particolare, l’isolamento dei soccorritori. RIANIMAZIONE DEL FOLGORATO La folgorazione può determinare arresto del respiro oppure arresto del respiro e del cuore. ARRESTO DEL RESPIRO Si nota l’assenza dei movimenti respiratori. In questo caso si deve iniziare immediatamente la respirazione artificiale (vedi Istruzioni A) ARRESTO DEL CUORE Non si percepiscono i battiti cardiaci e le pulsazioni arteriose, la pupilla è dilatata e non reagisce alla luce. Non perdete tempo. Iniziare immediatamente la respirazione artificiale (vedi Istruzioni A) e il massaggio cardiaco (vedi Istruzioni B). Le manovre di rianimazione devono essere continuate fino a quando non compaiono segni evidenti di attività del circolo periferico e respiratorio. ARRESTO DEL RESPIRO (Istruzioni A): RESPIRAZIONE ARTIFICIALE «BOCCA – BOCCA» 1 – Adagiare l’infortunato sul dorso con la testa fortemente piegata indietro, stando in ginocchio al suo fianco. 2 – Inclinare all’indietro, quanto più possibile, la testa dell’infortunato come indicato in fig. 1 e mantenere questa posizione appoggiando il palmo della mano sul vertice del capo. 3 – Aprirgli la bocca con una mano. Fare una profonda inspirazione e, tenendo chiuse con due dita le sue narici, soffiargli l’aria con forza nella bocca finché il suo torace si sollevi. Qualora la bocca e la gola del colpito fosse ostruita da fango o altri elementi, allontanarli con le dita. Se ripugnasse il contatto diretto con l’infortunato, interporre un tessuto leggero che lasci passare l’aria (garza, fazzoletto, lembo della camicia). Se la mandibola è contratta, non perdere tempo per abbassarla, ma soffiare l’aria nel naso (metodo bocca-naso). 4 – Allontanare la bocca dalla bocca o dal naso dell’infortunato, in modo che l’aria insufflata possa uscire. Ripetere l’operazione per 15 volte al minuto. Le prime 10 insufflazioni di aria devono essere fatte molto rapidamente. Non interrompere la respirazione artificiale se non quando l’infortunato abbia incominciato a respirare o un medico ne abbia constatato la morte. ARRESTO CARDIACO (Istruzioni B): MASSAGGIO CARDIACO ESTERNO E RESPIRAZIONE ARTIFICIALE – RIANIMAZIONE CUORE – POLMONI 1 – Porre il soggetto supino su di un piano rigido (piano stradale, terreno, pavimento, ecc.). 2 – Porre il palmo di una mano sotto il punto centrale del torace, sulla parte inferiore dello sterno, appoggiarvi sopra l’altra mano (nei bambini si può usare una sola mano, nei neonati due dita) ed esercitare una energica pressione verticale sul torace, usufruendo del peso del corpo. La manovra va eseguita al ritmo di circa una volta al secondo (60 – 80 volte al minuto primo, ritmi più rapidi, 80 – 100 volte al minuto nei bambini). 3 – La rianimazione cuore – polmoni (respirazione da bocca a bocca – naso e massaggio cardiaco) va quindi eseguita nel modo seguente: – nel caso di un unico soccorritore: due insufflazioni di aria nella bocca (o nel naso) della vittima saranno seguite da 12-15 compressioni del cuore; – se i soccorritori sono due: a un’insufflazione di aria eseguita da un soccorritore, l’altro farà seguire 5 compressioni cardiache. 4 – Le manovre di rianimazione non devono essere mai interrotte (neppure durante il trasporto) e dovranno essere continuate fino a quando non siano ben evidenti i segni di una ripresa dell’attività circolatoria (ricom parsa delle pulsazioni; pupilla non dilatata e reagente alla luce) e respiratoria (comparsa del respiro). Sospendere le manovre solo quando un medico abbia constatato la morte. TRATTAMENTO DELLE USTIONI 1 – Qualora l’infortunato presenti bruciature ricoprire le stesse, in attesa del medico, con garza sterile, indi con ovatta, e fissare con benda. Lavarsi le mani prima di compiere queste operazioni. 2 – Durante la medicazione non sospendere né la respirazione artificiale né il massaggio cardiaco.
